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GIULIO COSENTINO2

Molfetta.- Permettetemi di parlare un po di me e di questi meravigliosi sei anni. Lasciatemi un po parlare dei miei sogni, le mie delusioni e quello che mi auguro per il mio futuro e del giornale.
Nasce in me, nella primavera del 2007, l'idea di creare a Molfetta un giornale indipendente di nuova generazione. Affascinato da libri come Wikinomics e da figure come quelle di Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Julian Assange e tanti giornalisti mi metto al lavoro per capire come crearlo da zero. Dopo diversi mesi di analisi su case history di start up, di citizen journalism (giornalismo partecipativo) in giro per il mondo, nasce la prima configurazione del progetto editoriale de Il Fatto che vedrà, negli anni successivi, numerose modifiche e miglioramenti. Coinvolto nel processo l'amico e grafico Vincenzo de Pinto, nasce la prima configurazione grafica del giornale. Il 5 dicembre 2007 vede la luce il numero zero con 24 pagine in formato piccolo tabloid che verrà distribuito, il giorno stesso, in 20.000 copie nelle cassette della posta di tutta la città.


Il primo giornale che va dritto a casa del lettore, avranno pensato i più. Scopo di questa operazione, oltre quella di farci conoscere, anche quella di far riabituare il lettore ad informarsi sulla propria città. I concorrenti dell'epoca non superavano la tiratura delle 2.000 copie e molte di queste erano dirette fuori città, mentre i giornali on line non raggiungono ancora oggi moltissime fasce di popolazione in particolare se non hanno un computer. Direttore del momento il collega Germinario, proveniente da una storica rivista cittadina. Parte da quel giorno la mia prima esperienza come editore di questo stupendo giornale. Passano gli anni e, mentre le copie stampate aumentano sempre di più, lancio quello che era un mio forte desiderio da tempo, cioè creare una web tv a Molfetta. Avevo sentito parlare di questa nuova tecnologia di trasmissione di contenuti video nei forum da me sempre frequentati. In nazioni più evolute questa tecnologia rappresentava il passato e avevo capito che, in mancanza di una emittente televisiva locale, era questa l'unica occasione per sopperire alla nostra mediatica carenza. Da li partono i progetti della web tv de Il Fatto e di Chmod.tv, uniti ai progetti musicali sul divertimento e diffusione delle culture musicali alternative come il reggae indipendente, oggi divenuto realtà in primo piano.


Grande successo di visitatori e grande soddisfazione per un progetto che finisce tra i primi sui libri che parlano di web tv. Parleranno di noi in tanti e tra questi il giornalista Gianpaolo Colletti con il libro stampato dal Sole24ore “Tv fai-da-Web. Storie italiane di micro Web Tv.”. Una piccola citazione, per noi molto importante, che ci fa rimanere nella storia di questa evoluzione mediatica. Diventiamo anche famosi perché siamo tra le prime web tv che, oltre a trasmettere il consiglio comunale, viene anche espulsa dallo stesso a causa di un nostro video servizio scomodo. Ma non ci fermiamo con le nuove iniziative e a questi due progetti se ne affiancano altri radiofonici, con le dirette radio in collaborazione con PRIMARADIO delle elezioni dal 2007 ad oggi, con numerosissimi invitati. Anche qui primissime sperimentazioni di streaming web così da dare la possibilità ai lettori di seguire le elezioni da qualsiasi parte del mondo. Basti pensare che, nelle ultime elezioni, abbiamo toccato la contemporaneità di 700 visitatori nello spesso momento. Anche qui mix di competenze molfettesi a cominciare dagli speaker del giornale e della radio che hanno retto la diretta a finire al server che ha lavorato, senza problemi, assolvendo al gravoso compito.


Questo grazie ai software open source e al server gestito in autonomia dai tecnici della redazione. Tanti anche i corsi effettuati in questi anni, a cominciare da Linux a finire a quelli di fotografia. Posso dire che, sicuramente, questi corsi hanno contribuito a portare ricchezza culturale alla città. Tutti questi progetti, mi piace evidenziare, sono stati supportati dall'editore e dalla pubblicità. Mai sono stati richiesti soldi pubblici o ai lettori. Il giornale è nato come gratuito e di massa, infatti ancora oggi le 10.000 copie mensili arrivano gratuitamente ai tantissimi lettori. Il tutto non senza diversi sacrifici da parte di tutto lo staff.


Novembre 2010, un mese da non dimenticare perché divento anche il direttore del mio giornale. Non c'è stato giorno in cui io non abbia seguito le attività dietro le quinte, ma essere contemporaneamente editore e direttore del giornale più letto della propria città è stata per me una sfida entusiasmante e molto dura. Esce il 12 novembre 2010 il primo numero con la mia firma da direttore e anche il giornale per l'occasione prende un aspetto diverso. Si tratta del numero 70. Le pagine diventano 32 e anche il formato diventa molto più grande, diventando per dimensione simile ai tabloid più noti nazionali. Molto più spazio e tantissimi contenuti in più. Rinnovata e consolidata anche tutta la redazione, perché da sempre avevo avuto nel cassetto il sogno di dirigere un giornale composto da giornalisti collaborativi. Quello che in America, il luogo dove nascono tutte le cose, prende il nome di giornale partecipativo o open source giornalistico. Il giornale arriva a contare oltre 35 collaboratori e aumentano le rubriche e le inchieste. Anche i visitatori sul web aumentano e sempre più molfettesi chiedono di collaborale con il solo gusto di aiutare la libera stampa cittadina. Nascono nuove rubriche che mi hanno dato grandi soddisfazioni, a cominciare dalla raccolta delle tantissime segnalazioni, alla storia cittadina con una proficua collaborazione con gli Eredi della storia al dialetto con il magico Pietro Capurso.


Il primo 1.000.000 di copie.

 

Nel 2013 tocchiamo il traguardo del primo milione di copie distribuite e 4.000.000 visitatori unici sul sito web di notizie. La web tv supera i 1000 video con 1.500.000 visitatori in totale. Come non essere entusiasti del traguardo ottenuto. L'anno 2013 è un ulteriore anno di miglioramenti strutturali, perché la crisi attacca tutte le attività produttive e noi viviamo solo di pubblicità privata e pulita. Anche la struttura commerciale viene migliorata e tutte le attività interne prendono una sembianza più professionale. Da giornale sperimentale ora siamo diventati più maturi e le idee sono molto più chiare. Il Giulio Cosentino editore, poi diventato direttore, ora ha ben sei anni di esperienza e, grazie ai tantissimi errori fatti, ha le idee più chiare su come funziona il mondo editoriale e giornalistico della stampa locale. C'è tantissimo ancora da imparare, ma un po più esperti lo siamo diventati tutti.


Ma arriviamo alla sfida più grande. .


Sei anni di duro lavoro e tanti risultati ottenuti. Ora è però arrivato il momento di passare alla fase più difficile. In questi anni ho capito tante cose della comunicazione e del momento storico che stiamo vivendo. Sono cresciuto aiutando la gente a dire quello che pensa e a farlo sapere ai lettori senza filtri. Un vero e proprio percorso di vita che mi ha dato gioie e dolori, ma che mi ha fatto crescere. Come tutti i percorsi di vita si evolvono e prendono nuove strade. Dal gennaio 2014 ho deciso di sospendere la versione cartacea del giornale e dedicarmi interamente a quella web. L'utenza adulta che leggeva principalmente il cartaceo ora si è informatizzato e naviga su internet.


Il sito web viene sempre più letto forte degli articoli inediti che prima uscivano esclusivamente sulla versione cartacea. Le condivisioni sono la conferma del sentiment dei lettori e anche la pagina facebook raggiunge e supera i 15.000 like.

ed eccoci arrivati al 2016... parte il network.

A settembre ci divertiremo..

Giulio Cosentino

Per contattarmi:

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https://www.facebook.com/giulio.cosentino.58

https://it.linkedin.com/in/giuliocosentino

 


 
 

GIULIO COSENTINO2

Molfetta.- Permettetemi di parlare un po di me e di questi meravigliosi sei anni. Lasciatemi un po parlare dei miei sogni, le mie delusioni e quello che mi auguro per il mio futuro e del giornale.
Nasce in me, nella primavera del 2007, l'idea di creare a Molfetta un giornale indipendente di nuova generazione. Affascinato da libri come Wikinomics e da figure come quelle di Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Julian Assange e tanti giornalisti mi metto al lavoro per capire come crearlo da zero. Dopo diversi mesi di analisi su case history di start up, di citizen journalism (giornalismo partecipativo) in giro per il mondo, nasce la prima configurazione del progetto editoriale de Il Fatto che vedrà, negli anni successivi, numerose modifiche e miglioramenti. Coinvolto nel processo l'amico e grafico Vincenzo de Pinto, nasce la prima configurazione grafica del giornale. Il 5 dicembre 2007 vede la luce il numero zero con 24 pagine in formato piccolo tabloid che verrà distribuito, il giorno stesso, in 20.000 copie nelle cassette della posta di tutta la città.


Il primo giornale che va dritto a casa del lettore, avranno pensato i più. Scopo di questa operazione, oltre quella di farci conoscere, anche quella di far riabituare il lettore ad informarsi sulla propria città. I concorrenti dell'epoca non superavano la tiratura delle 2.000 copie e molte di queste erano dirette fuori città, mentre i giornali on line non raggiungono ancora oggi moltissime fasce di popolazione in particolare se non hanno un computer. Direttore del momento il collega Germinario, proveniente da una storica rivista cittadina. Parte da quel giorno la mia prima esperienza come editore di questo stupendo giornale. Passano gli anni e, mentre le copie stampate aumentano sempre di più, lancio quello che era un mio forte desiderio da tempo, cioè creare una web tv a Molfetta. Avevo sentito parlare di questa nuova tecnologia di trasmissione di contenuti video nei forum da me sempre frequentati. In nazioni più evolute questa tecnologia rappresentava il passato e avevo capito che, in mancanza di una emittente televisiva locale, era questa l'unica occasione per sopperire alla nostra mediatica carenza. Da li partono i progetti della web tv de Il Fatto e di Chmod.tv, uniti ai progetti musicali sul divertimento e diffusione delle culture musicali alternative come il reggae indipendente, oggi divenuto realtà in primo piano.


Grande successo di visitatori e grande soddisfazione per un progetto che finisce tra i primi sui libri che parlano di web tv. Parleranno di noi in tanti e tra questi il giornalista Gianpaolo Colletti con il libro stampato dal Sole24ore “Tv fai-da-Web. Storie italiane di micro Web Tv.”. Una piccola citazione, per noi molto importante, che ci fa rimanere nella storia di questa evoluzione mediatica. Diventiamo anche famosi perché siamo tra le prime web tv che, oltre a trasmettere il consiglio comunale, viene anche espulsa dallo stesso a causa di un nostro video servizio scomodo. Ma non ci fermiamo con le nuove iniziative e a questi due progetti se ne affiancano altri radiofonici, con le dirette radio in collaborazione con PRIMARADIO delle elezioni dal 2007 ad oggi, con numerosissimi invitati. Anche qui primissime sperimentazioni di streaming web così da dare la possibilità ai lettori di seguire le elezioni da qualsiasi parte del mondo. Basti pensare che, nelle ultime elezioni, abbiamo toccato la contemporaneità di 700 visitatori nello spesso momento. Anche qui mix di competenze molfettesi a cominciare dagli speaker del giornale e della radio che hanno retto la diretta a finire al server che ha lavorato, senza problemi, assolvendo al gravoso compito.


Questo grazie ai software open source e al server gestito in autonomia dai tecnici della redazione. Tanti anche i corsi effettuati in questi anni, a cominciare da Linux a finire a quelli di fotografia. Posso dire che, sicuramente, questi corsi hanno contribuito a portare ricchezza culturale alla città. Tutti questi progetti, mi piace evidenziare, sono stati supportati dall'editore e dalla pubblicità. Mai sono stati richiesti soldi pubblici o ai lettori. Il giornale è nato come gratuito e di massa, infatti ancora oggi le 10.000 copie mensili arrivano gratuitamente ai tantissimi lettori. Il tutto non senza diversi sacrifici da parte di tutto lo staff.


Novembre 2010, un mese da non dimenticare perché divento anche il direttore del mio giornale. Non c'è stato giorno in cui io non abbia seguito le attività dietro le quinte, ma essere contemporaneamente editore e direttore del giornale più letto della propria città è stata per me una sfida entusiasmante e molto dura. Esce il 12 novembre 2010 il primo numero con la mia firma da direttore e anche il giornale per l'occasione prende un aspetto diverso. Si tratta del numero 70. Le pagine diventano 32 e anche il formato diventa molto più grande, diventando per dimensione simile ai tabloid più noti nazionali. Molto più spazio e tantissimi contenuti in più. Rinnovata e consolidata anche tutta la redazione, perché da sempre avevo avuto nel cassetto il sogno di dirigere un giornale composto da giornalisti collaborativi. Quello che in America, il luogo dove nascono tutte le cose, prende il nome di giornale partecipativo o open source giornalistico. Il giornale arriva a contare oltre 35 collaboratori e aumentano le rubriche e le inchieste. Anche i visitatori sul web aumentano e sempre più molfettesi chiedono di collaborale con il solo gusto di aiutare la libera stampa cittadina. Nascono nuove rubriche che mi hanno dato grandi soddisfazioni, a cominciare dalla raccolta delle tantissime segnalazioni, alla storia cittadina con una proficua collaborazione con gli Eredi della storia al dialetto con il magico Pietro Capurso.


Il primo 1.000.000 di copie.

 

Nel 2013 tocchiamo il traguardo del primo milione di copie distribuite e 4.000.000 visitatori unici sul sito web di notizie. La web tv supera i 1000 video con 1.500.000 visitatori in totale. Come non essere entusiasti del traguardo ottenuto. L'anno 2013 è un ulteriore anno di miglioramenti strutturali, perché la crisi attacca tutte le attività produttive e noi viviamo solo di pubblicità privata e pulita. Anche la struttura commerciale viene migliorata e tutte le attività interne prendono una sembianza più professionale. Da giornale sperimentale ora siamo diventati più maturi e le idee sono molto più chiare. Il Giulio Cosentino editore, poi diventato direttore, ora ha ben sei anni di esperienza e, grazie ai tantissimi errori fatti, ha le idee più chiare su come funziona il mondo editoriale e giornalistico della stampa locale. C'è tantissimo ancora da imparare, ma un po più esperti lo siamo diventati tutti.


Ma arriviamo alla sfida più grande. .


Sei anni di duro lavoro e tanti risultati ottenuti. Ora è però arrivato il momento di passare alla fase più difficile. In questi anni ho capito tante cose della comunicazione e del momento storico che stiamo vivendo. Sono cresciuto aiutando la gente a dire quello che pensa e a farlo sapere ai lettori senza filtri. Un vero e proprio percorso di vita che mi ha dato gioie e dolori, ma che mi ha fatto crescere. Come tutti i percorsi di vita si evolvono e prendono nuove strade. Dal gennaio 2014 ho deciso di sospendere la versione cartacea del giornale e dedicarmi interamente a quella web. L'utenza adulta che leggeva principalmente il cartaceo ora si è informatizzato e naviga su internet.


Il sito web viene sempre più letto forte degli articoli inediti che prima uscivano esclusivamente sulla versione cartacea. Le condivisioni sono la conferma del sentiment dei lettori e anche la pagina facebook raggiunge e supera i 15.000 like.

ed eccoci arrivati al 2016... parte il network.

A settembre ci divertiremo..

Giulio Cosentino

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