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paparella091117Ruvo. Sabato 11 novembre si festeggiano i 50 anni di attività con numerose novità.

Uova, zucchero, latte e aromi naturali. È la ricetta del gelato. Cosa c’è di più semplice e di più goloso? Eppure, perché è così difficile trovare un autentico prodotto artigianale? Gli ultimi fatti di cronaca ce lo hanno dimostrato con l’operazione dei carabinieri forestali della Puglia che hanno sequestrato due tonnellate di materie scadute (semilavorati per la produzione di gelati e granite) e denunciato 17 artigiani. 

La storia del gelato artigianale Mokambo a Ruvo di Puglia è una storia lunga mezzo secolo e sarà celebrata sabato 11 novembre in via Nello Rosselli, non senza novità. 

Come spesso accade, le piccole storie che fanno grande la nostra Italia si intrecciano a filo doppio con la storia con la esse maiuscola. Una ricetta del gelato artigianale che va indietro nel tempo sino al 1840, al Regno delle Due Sicilie e a re Ferdinando II. Il pasticcere alla corte del regno, a Napoli, ricevette un encomio per la sua cremolada direttamente dal re Borbone, quella che ora al Mokambo chiamano “Crema del re” appunto. Quella stessa ricetta venne poi tramandata di padre in figlio, sinché il nipote del pasticcere (siamo agli inizi del ‘900 ndr) diede il suo contributo aumentando la notorietà del bar più celebre di Napoli, il Gambrinus. Proprio lì vi fu l’incontro con Luigi Marseglia, ruvese d’adozione, zio del nonno della dinastia Paparella, nonché ereditiere dell’arte bianca e della ricetta della famosa “crema del re”. Il richiamo dell’amore per la sua sposa ruvese fa approdare nella cittadina del barese Marseglia, che qui apre il suo Caffè Gambrinus. Senza prole, prende a cuore Vincenzo senior e gli insegna il mestiere. Nasce così l’8 novembre1967 in Corso Carafa 56 e 58 a Ruvo di Puglia il Bar Mokambo ad opera dell’imprenditore Vincenzo Paparella. 

È utile sapere, per esempio, che Mokambo Gelateria è la 1ᵃ nella categoria “Pasticcerie e Gelateria” e “Ristoranti” su TripAdvisor in provincia di Bari su oltre 3000 attività commerciali. Il successo di questa gelateria lo decretano gli avventori 3.0, attenti alla alimentazione, consapevoli dei prodotti consumati, ma anche del loro apporto calorico. La scelta alimentare è diventata un elemento fortemente identitario della persona. Un cono firmato Mokambo (100 gr circa) contiene per esempio poco più di 200 calorie, oltre alla materia prima di eccellenza, compresa la cialda anch’essa hand made. È quello che gli americani chiamano engagement, attenzione al brand, al marchio. L’azienda, seppur di piccole dimensioni e a conduzione familiare, come in questo caso, cerca di creare un rapporto fiduciario con la sua clientela, è il cliente stesso poi che diventa portavoce dei valori che il brand è riuscito a trasmettere: genuinità, autenticità, tradizione, innovazione di processo solo nella lavorazione. Una sorta di operazione alchemica, la materia prima viene trasformata in squisita bontà. Il passaparola fa il resto.

È stato stimato che su quasi 40.000 attività che rientrano nella categoria di “Gelaterie artigianali” in Italia il numero di quelle “vere” si aggiri intorno alle 35 unità. Un numero davvero esiguo a cui appartiene Mokambo. I loro punti fermi: nessun semilavorato, solo latte crudo della Murgia appena munto (provenienza Altamura, Parco nazionale dell’Alta Murgia - Az. Agr. Santa Maria dell’Assunta), uova fresche di produzione locale, zucchero, aromi naturali
per un prodotto che è genuino e autentico. A questi ingredienti base si aggiunge la selezione attenta di materie prime eccellenti come il pistacchio di Bronte DOP, la nocciola trilobata IGP, mandorle di Ruvo di Puglia, fave di cacao tra le più pregiate, provenienti da Venezuela, Ecuador, Sao Tomè, Madagascar, Ghana. Tutto senza basi industriali, senza burro e grassi aggiunti, senza emulsionanti, nessun conservante, nessun colorante, né additivo chimico, solo gelato, il vero gelato artigianale con due ingredienti fondamentali: la passione ed il tempo! 

Una tradizione di famiglia che i fratelli Vincenzo e Giuliana Paparella (la quarta generazione di imprenditori) ereditano dal padre e dallo zio Franco e, andando indietro nel tempo, dal nonno Vincenzo senior. 

È la nostalgia condivisa da molti per il gusto autentico di quel gelato, intercettata in rete, su uno dei social network più popolari, che spinge i fratelli Paparella, ciascuno con le proprie competenze, ad abbracciare questa avventura. Vincenzo si occupa della comunicazione e del marketing della Mokambo Gelateria, Giuliana è “l’apprendista stregone”, che propone la magia del “Gelato d’Altri Tempi”, entrambi affiancati dal mastro gelataio, lo zio Franco, co-autore e protagonista “dietro le quinte” di questa piccola grande storia. 

Esattamente come la madeleine di proustiana memoria, il gelato “Mokambo” richiama alla mente la spensieratezza dell’infanzia, evocando la genuinità dei rapporti interpersonali, la capacità dei nostri artigiani di creare dei gusti autentici che molti credono scomparsi per sempre.

L’8 novembre 1967 in corso Carafa 56 e 58 nasceva il Bar Mokambo ad opera dell’imprenditore Vincenzo Paparella, in occasione dei festeggiamenti dei 50 anni dalla fondazione presso la Mokambo Gelateria ora in via Nello Rosselli 29 sarà presentata, anche al cospetto della stampa, una golosa chicca che confermerà la passione per il sapore autentico del gelato d’altri tempi: una degustazione in anteprima di Puro Reale, il gusto pensato per i 50 anni, con l’innovazione di processo attraverso una macchina che ha anch’essa caratteri magici.   

La celebrazione dei 50 anni di Mokambo sarà anche oggetto di un contest fotografico rivolto a chi immortalerà il gelato con più fantasia e all’interno del contesto di Ruvo con l’hashtag #50anniMokambo. Tutte le informazioni sul contest sia sulla pagina Facebook “Mokambo Gelateria” che su Instagram @mokambogelateria.

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paparella091117Ruvo. Sabato 11 novembre si festeggiano i 50 anni di attività con numerose novità.

Uova, zucchero, latte e aromi naturali. È la ricetta del gelato. Cosa c’è di più semplice e di più goloso? Eppure, perché è così difficile trovare un autentico prodotto artigianale? Gli ultimi fatti di cronaca ce lo hanno dimostrato con l’operazione dei carabinieri forestali della Puglia che hanno sequestrato due tonnellate di materie scadute (semilavorati per la produzione di gelati e granite) e denunciato 17 artigiani. 

La storia del gelato artigianale Mokambo a Ruvo di Puglia è una storia lunga mezzo secolo e sarà celebrata sabato 11 novembre in via Nello Rosselli, non senza novità. 

Come spesso accade, le piccole storie che fanno grande la nostra Italia si intrecciano a filo doppio con la storia con la esse maiuscola. Una ricetta del gelato artigianale che va indietro nel tempo sino al 1840, al Regno delle Due Sicilie e a re Ferdinando II. Il pasticcere alla corte del regno, a Napoli, ricevette un encomio per la sua cremolada direttamente dal re Borbone, quella che ora al Mokambo chiamano “Crema del re” appunto. Quella stessa ricetta venne poi tramandata di padre in figlio, sinché il nipote del pasticcere (siamo agli inizi del ‘900 ndr) diede il suo contributo aumentando la notorietà del bar più celebre di Napoli, il Gambrinus. Proprio lì vi fu l’incontro con Luigi Marseglia, ruvese d’adozione, zio del nonno della dinastia Paparella, nonché ereditiere dell’arte bianca e della ricetta della famosa “crema del re”. Il richiamo dell’amore per la sua sposa ruvese fa approdare nella cittadina del barese Marseglia, che qui apre il suo Caffè Gambrinus. Senza prole, prende a cuore Vincenzo senior e gli insegna il mestiere. Nasce così l’8 novembre1967 in Corso Carafa 56 e 58 a Ruvo di Puglia il Bar Mokambo ad opera dell’imprenditore Vincenzo Paparella. 

È utile sapere, per esempio, che Mokambo Gelateria è la 1ᵃ nella categoria “Pasticcerie e Gelateria” e “Ristoranti” su TripAdvisor in provincia di Bari su oltre 3000 attività commerciali. Il successo di questa gelateria lo decretano gli avventori 3.0, attenti alla alimentazione, consapevoli dei prodotti consumati, ma anche del loro apporto calorico. La scelta alimentare è diventata un elemento fortemente identitario della persona. Un cono firmato Mokambo (100 gr circa) contiene per esempio poco più di 200 calorie, oltre alla materia prima di eccellenza, compresa la cialda anch’essa hand made. È quello che gli americani chiamano engagement, attenzione al brand, al marchio. L’azienda, seppur di piccole dimensioni e a conduzione familiare, come in questo caso, cerca di creare un rapporto fiduciario con la sua clientela, è il cliente stesso poi che diventa portavoce dei valori che il brand è riuscito a trasmettere: genuinità, autenticità, tradizione, innovazione di processo solo nella lavorazione. Una sorta di operazione alchemica, la materia prima viene trasformata in squisita bontà. Il passaparola fa il resto.

È stato stimato che su quasi 40.000 attività che rientrano nella categoria di “Gelaterie artigianali” in Italia il numero di quelle “vere” si aggiri intorno alle 35 unità. Un numero davvero esiguo a cui appartiene Mokambo. I loro punti fermi: nessun semilavorato, solo latte crudo della Murgia appena munto (provenienza Altamura, Parco nazionale dell’Alta Murgia - Az. Agr. Santa Maria dell’Assunta), uova fresche di produzione locale, zucchero, aromi naturali
per un prodotto che è genuino e autentico. A questi ingredienti base si aggiunge la selezione attenta di materie prime eccellenti come il pistacchio di Bronte DOP, la nocciola trilobata IGP, mandorle di Ruvo di Puglia, fave di cacao tra le più pregiate, provenienti da Venezuela, Ecuador, Sao Tomè, Madagascar, Ghana. Tutto senza basi industriali, senza burro e grassi aggiunti, senza emulsionanti, nessun conservante, nessun colorante, né additivo chimico, solo gelato, il vero gelato artigianale con due ingredienti fondamentali: la passione ed il tempo! 

Una tradizione di famiglia che i fratelli Vincenzo e Giuliana Paparella (la quarta generazione di imprenditori) ereditano dal padre e dallo zio Franco e, andando indietro nel tempo, dal nonno Vincenzo senior. 

È la nostalgia condivisa da molti per il gusto autentico di quel gelato, intercettata in rete, su uno dei social network più popolari, che spinge i fratelli Paparella, ciascuno con le proprie competenze, ad abbracciare questa avventura. Vincenzo si occupa della comunicazione e del marketing della Mokambo Gelateria, Giuliana è “l’apprendista stregone”, che propone la magia del “Gelato d’Altri Tempi”, entrambi affiancati dal mastro gelataio, lo zio Franco, co-autore e protagonista “dietro le quinte” di questa piccola grande storia. 

Esattamente come la madeleine di proustiana memoria, il gelato “Mokambo” richiama alla mente la spensieratezza dell’infanzia, evocando la genuinità dei rapporti interpersonali, la capacità dei nostri artigiani di creare dei gusti autentici che molti credono scomparsi per sempre.

L’8 novembre 1967 in corso Carafa 56 e 58 nasceva il Bar Mokambo ad opera dell’imprenditore Vincenzo Paparella, in occasione dei festeggiamenti dei 50 anni dalla fondazione presso la Mokambo Gelateria ora in via Nello Rosselli 29 sarà presentata, anche al cospetto della stampa, una golosa chicca che confermerà la passione per il sapore autentico del gelato d’altri tempi: una degustazione in anteprima di Puro Reale, il gusto pensato per i 50 anni, con l’innovazione di processo attraverso una macchina che ha anch’essa caratteri magici.   

La celebrazione dei 50 anni di Mokambo sarà anche oggetto di un contest fotografico rivolto a chi immortalerà il gelato con più fantasia e all’interno del contesto di Ruvo con l’hashtag #50anniMokambo. Tutte le informazioni sul contest sia sulla pagina Facebook “Mokambo Gelateria” che su Instagram @mokambogelateria.

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